Festival MIX Milano di Cinema Gay Lesbico e Queer Culture http://127.0.0.1 Festival MIX Milano di Cinema Gay Lesbico e Queer Culture // 32 edizione // 21-24 Giugno 2018 // Piccolo Teatro Strehler e Piccolo Teatro Studio Melato. Il Festival del Cinema LGBT della città di Milano. Mon, 06 Jul 2020 18:55:42 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.17 Coordinamento dei festival italiani di cinema LGBTQ: solidarietà al settore dello spettacolo http://127.0.0.1/coordinamento_festival_lgbtq_italia/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=coordinamento_festival_lgbtq_italia http://127.0.0.1/coordinamento_festival_lgbtq_italia/#respond Sat, 28 Mar 2020 10:16:28 +0000 http://festivalmixmilano.com/?p=4792 L'articolo Coordinamento dei festival italiani di cinema LGBTQ: solidarietà al settore dello spettacolo proviene da Festival MIX Milano di Cinema Gay Lesbico e Queer Culture.

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Nel 2018 si è costituito un Coordinamento dei festival italiani di cinema LGBTQ a cui hanno aderito:

Per la prima volta, in una storia culturale ormai trentennale, in 9 festival nazionali del settore abbiamo deciso di coordinarci per progettare insieme delle azioni di sostegno reciproco da sviluppare in rete nel prossimo futuro. Un Coordinamento inedito in Italia, capace di elaborare obiettivi e progetti condivisi, pur mantenendo l’autonomia dei soggetti che ne fanno parte.

 

L’attuale emergenza sanitaria ha un impatto profondo e critico sulle nostre vite personali e professionali che mette a serio rischio i nostri progetti e quello degli artisti e delle artiste con cui lavoriamo. Il Coordinamento dei festival italiani di cinema LGBTQ ha deciso di unirsi in maniera ancora più solidale per condividere strategie e risorse con cui far fronte comune all’emergenza. Esprimiamo solidarietà ai nostri colleghi e alle nostre colleghe che lavorano nel campo della cultura e dell’arte, un settore che risente in maniera sensibile di una forte e sostanziale precarietà.

Siamo soggetti e organizzazioni che hanno storie e percorsi differenti, accomunati però da una lungimiranza nell’agire culturale e un impegno costante affinché la cultura cinematografica continui ad arricchirsi con le storie, le vicende e i personaggi di quel variegato mondo che ruota attorno alle differenze legate agli orientamenti sessuali e alle identità di genere.  Un’operazione che negli anni ha saputo confrontarsi con i cambiamenti della società allargando il proprio sguardo verso territori cinematografici nuovi, espressioni di posizioni eterodosse, trasversali, non convenzionali anche dal punto di vista delle poetiche e dei linguaggi.

La scelta di metterci in rete nasce dal bisogno di confrontarci in maniera responsabile sui cambiamenti culturali e sociali generati in questi anni anche attraverso le attività dei nostri festival. Negli anni abbiamo infatti introdotto dei temi inediti per la distribuzione cinematografica nazionale e ora ci riconosciamo precisamente in una formula che unisce la cultura cinematografica a occasioni per la creazione di comunità.

Stiamo assistendo a una rapida e profonda trasformazioni delle modalità di produzione e fruizione del cinema e delle forme di aggregazione delle comunità, così come è cambiata negli ultimi anni la vita delle persone LGBTQ grazie anche alla conquista di alcuni diritti prima negati e alla sempre maggiore diffusione di pratiche di attivismo politico, sociale e culturale. Sentiamo la necessità di riflettere insieme su questi cambiamenti, per gettare le basi di un rilancio progettuale per il futuro, che sia più efficace nel trovare delle possibili risposte ai bisogni delle nostre comunità e dei nuovi pubblici, così come del lavoro di registe, registi e regist* e dell’intero sistema di produzione e distribuzione cinematografica.

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Amore LGBT+ nella galassia Star Wars con “L’Ascesa di Skywalker” http://127.0.0.1/amore-nella-galassia-star-wars-lascesa-di-skywalker/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=amore-nella-galassia-star-wars-lascesa-di-skywalker http://127.0.0.1/amore-nella-galassia-star-wars-lascesa-di-skywalker/#respond Wed, 18 Dec 2019 06:00:27 +0000 http://festivalmixmilano.com/?p=4772 L'articolo Amore LGBT+ nella galassia Star Wars con “L’Ascesa di Skywalker” proviene da Festival MIX Milano di Cinema Gay Lesbico e Queer Culture.

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Mancano poche ore e fan di tre generazioni potranno finalmente godersi al cinema l’epilogo di una delle storie che più ha conquistato i loro cuori. Parliamo ovviamente di “Star Wars: L’Ascesa di Skywalker”, il nono episodio della saga fantascientifica creata dalla mente visionaria di George Lucas nel 1977.

Nelle ultime due tappe, abbiamo potuto conoscere due nuovi personaggi che ci stanno facendo sperare in una rappresentazione dell’amore LBGT+ nella galassia di Star Wars: il pilota della resistenza Poe Dameron, interpretato da Oscar Isaac, e lo Stormtrooper Finn, interpretato da John Boyega.

La giacca: un pegno d’amore?

Deciso a disertare dal Primo Ordine, un gruppo costituitosi con l’intenzione di riformare un governo centralizzato della galassia su modello dell’Impero del famoso Dart Fener, Finn decide di liberare il prigioniero Poe e di scappare assieme a lui. Tuttavia, il Primo Ordine li intercetta, il loro caccia spaziale TIE viene abbattuto e i due alleati finiscono su un pianeta desertico di nome Jakku. Qui le tracce di Poe si perdono se non per la sua giacca che Finn decide di indossare finché non gli verrà regalata dal pilota stesso al loro successivo incontro.

Un pegno d’amore? Noi speriamo di sì!

Il desiderio negato a Oscar Isaac

Durante un’intervista per Out, l’attore Oscar Isaac ha espresso la sua delusione. Infatti, la sessualità dei due personaggi in questione non verrà rappresentata, negando di fatto una grande opportunità per la saga. Isaac non solo era entusiasta che la coppia potesse muoversi in un romanticismo esplicito e inesplorato. Lo era ancora di più per l’immediata complicità con il suo collega Boyega fin dai loro primi contatti.

“Mi ricordo che era un’audizione e noi due recitammo la prima scena schiena contro schiena. Ogni forma di finzione collassò! C’era un senso di intimità che era semplicemente lì… Personalmente, sperai e desiderai che questa chimica potesse essere portata avanti nei film successivi, ma non ho il controllo su questi aspetti”

J. J. Abrams sulla rappresentazione LGBT+ nella saga “Star Wars”

Il regista J. J. Abrams non ha negato che tra i due personaggi vi sia un legame che va al di là del romanticismo. Questo non sarebbe dato solamente dalle contingenze dell’avventura tortuosa in cui si sono incontrati, ma anche, e soprattutto, per la volontà di mostrarsi senza filtri di giudizio: non hanno paura di rivelarsi l’uno all’altro timorosi o spaventati come coraggiosi.

Per il regista rimane un punto d’estrema importanza la garanzia di una rappresentazione LGBT+ all’interno della trama poiché vuole che l’universo del film assomigli più a com’è il mondo davvero rispetto a quello che esso non è. Tuttavia, la relazione tra Poe e Finn non arriverà a mostrarsi come noi vorremmo.

Ricordiamo che, all’interno della space opera, Lando Calrissian, interpretato da Donald Glover in “A Star Wars Story: Solo”, è pansessuale e l’attore, giustamente, aveva posto la domanda cruciale “Come non si potrebbe essere pansessuali nello spazio?” proprio per identificare l’assenza di confini del contesto in cui la narrazione si svolge.

Non ci resta che vedere quest’ultimo episodio e scoprire assieme se “L’Ascesa di Skywalker” potrà portare delle sorprese!

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Cuori in fiamme per la Sciamma http://127.0.0.1/cuori-in-fiamme-per-la-sciamma/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=cuori-in-fiamme-per-la-sciamma http://127.0.0.1/cuori-in-fiamme-per-la-sciamma/#respond Sat, 14 Dec 2019 22:55:16 +0000 http://festivalmixmilano.com/?p=4762 L'articolo Cuori in fiamme per la Sciamma proviene da Festival MIX Milano di Cinema Gay Lesbico e Queer Culture.

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Capita spesso di innamorarsi dell’opera di un o una artista e, ancora più spesso, di rimanere delusi quando li si conosce o li si sente parlare. Non è così per Céline Sciamma. Oggi a Milano all’anteprima di “Ritratto della giovane in fiamme” allo Spazio Cinema Anteo, Céline ha raccolto tantissimi applausi dal pubblico che ha riempito la sala, almeno quanti pochi minuti prima ne aveva raccolti il suo ultimo capolavoro.

Céline e Milano

“Ultimo capolavoro” perché è l’ultima sua produzione ed è ancora una volta un capolavoro: chi ha visto “Tomboy” – presentato in anteprima sempre allo Spazio Cinema Anteo nel 2011 dal Festival MIX Milano – o “Diamante nero”, meglio noto come “Bande de filles”, avrebbe potuto pensare che la 41enne Sciamma avesse già così giovane profuso tutto il suo talento nella scrittura e nel cinema. Ma non è così.

“Ritratto della giovane in fiamme” avrebbe potuto di diritto vincere la Palma d’Oro a Cannes e non solo il premio per la miglior sceneggiatura, che è comunque un premio alla Sciamma perché Céline i film, che egregiamente dirige, se li scrive da sola. Non è un caso che gli studi di cinema siano venuti solo dopo una laurea in letteratura e non è un caso che storie così belle sulle donne se le debba scrivere da sola. Nel sentirla parlare e rispondere con intelligenza e profondità alle domande del pubblico e di Paolo Mereghetti, la bellezza delle immagini e la profondità dei dialoghi ai quali si è appena assistito assumono un senso compiuto. Le domande peraltro non avevano bisogno di traduzione perché Céline ama il nostro paese e lo dimostra comprendendo perfettamente la nostra lingua e omaggiando la nostra Milano, descritta nel film come “città di musica” (e di cinema e arte aggiungerei io).

“Ritratto della giovane in fiamme”

Un film quello che abbiamo visto oggi di cui non si sa se amare di più la sapiente regia, la bravura delle due protagoniste (una bella e l’altra più bella, scegliete voi quale) o la sfolgorante fotografia di Claire Mathon, inondata da un sole che testimonia come persino la piovosa Bretagna sia riuscita a ribellarsi alla sua natura pur di accompagnare una sceneggiatura ribelle. In un film quasi privo di colonna sonora è solo la poetica delle immagini in costumi d’epoca a dare il ritmo e l’intensità a una storia bellissima e straziante.

Perché è di questo che parla il film: una ribellione delle anime più che dei corpi perché le protagoniste Marianne ed Héloïse sembrano piegarsi al loro destino di separazione ma le scene finali (“la prima e l’ultima volta in cui l’ho rivista”) mostrano con grande trasporto lirico quanto invece niente e nessuno al mondo potrà veramente separare le due amanti. Una ribellione che diventa invece anche fisica proprio nella figura del personaggio della domestica Sophie per la quale la Sciamma ha ritagliato appositamente un ruolo anomalo rispetto a quello che alle domestiche viene in genere affidato nelle rappresentazioni artistiche più diffuse. Non schiave perché di una classe sociale inferiore ma capaci di portare a termine con coraggio un aborto in una delle scene più poetiche del film, quella che accosta un momento così tragico per la vita di una donna proprio alle carezze del neonato figlio della levatrice.

Una scena, come ha spiegato la Sciamma oggi all’Anteo, così carica della sorellanza da parte delle altre due che deve essere affidata alla memoria del tempo ed è per questo che viene dipinta da Marianne mentre Héloïse fa da modella per la levatrice.

Un film sulle donne per le donne

Il film parla quindi di ribellione ma anche di annullamento dei ruoli e delle classi sociali imposti dalla cultura etero-patriarcale. “Ritratto della giovane in fiamme” è un film che vuole negare tutte le ruolizzazioni, compresa la relazione artista/modella che diventa paritaria e non distonica, e vuole fornire tutte le rappresentazioni più censurate dalla nostra società e non solo quella della relazionale passionale e intensa tra due donne. La Sciamma oggi ci ha spiegato come la scelta di rappresentare un aborto sia stata fatta per rivendicare la presenza di un evento che, nonostante avvenga quotidianamente, per scelta o per sventura, per tantissime donne, è così poco rappresentato nell’arte. Ci ha spiegato anche di aver scelto invece di non rappresentare direttamente il patriarcato, che pure permea tragicamente l’intera costruzione della storia, realizzando un film in cui gli uomini compaiono solo per pochi secondi e quando lo fanno è per riportare alla realtà, quella patriarcale appunto, le due ribelli. Perché la Sciamma rivendica a gran voce di aver scritto un film sulle donne e per le donne che non esita a chiamare femminista regalando al femminismo anche un richiamo intenso e diretto nella scena del canto al falò delle governanti.

Un film così destrutturante forse non potrà mai vincere la Palma d’Oro a Cannes ma di certo con questa storia la Sciamma voleva parlare di tante ribellioni ed è riuscita a farlo benissimo perché in realtà in questo film le è riuscito bene proprio tutto.

Grazie Céline.

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Tutti i premi per Carlo Annoni 2020 http://127.0.0.1/premio-carlo-annoni-2020/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=premio-carlo-annoni-2020 http://127.0.0.1/premio-carlo-annoni-2020/#respond Sun, 29 Sep 2019 16:13:50 +0000 http://festivalmixmilano.com/?p=4746 L'articolo Tutti i premi per Carlo Annoni 2020 proviene da Festival MIX Milano di Cinema Gay Lesbico e Queer Culture.

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Si è conclusa il 21 settembre la manifestazione del Premio Carlo Annoni per testi teatrali inediti a tematica gay e sulle diversità nella sfera dell’amore è “un atto d’amore e come tale farà vivere per sempre le parole degli autori che vi parteciperanno”.

Carlo Annoni è stata una delle presenze che meglio ha incarnato il More Love, slogan del Festival MIX Milano. Non solo parte del mondo del teatro e del cinema ma anche infermiere, terapista riflessologo, pittore e creativo, ci ha lasciati l’11 aprile 2017 ma la sua memoria continua proprio anche grazie a questo riconoscimento.

L’Associazione Culturale MIX Milano è stata tra la giuria e non vediamo l’ora di presentarvi i vincitori.

I vincitori della seconda edizione del Premio Carlo Annoni

  • Vincitrice dei testi in Lingua italiana
    Laura Fossa con “Shalom”
  • Menzione speciale dei testi in Lingua italiana
    Fortunato Calvino con “Pelle di seta”
  • Menzione speciale dei corti in Lingua Italiana:
    Federica Cucco con “Orlando”
  • Vincitore dei testi in Lingua inglese
    Bixby Elliot con “Lincoln was Faggot”
  • Menzione speciale dei testi in Lingua inglese
    Mark Erson con “The Unfinished Genius”
  • Menzione speciale dei corti in Lingua inglese (in collaborazione con Il Festival INSCENA di New York)
    Joe Gulla con “Sleeping with the Fish”
    “KIT Playwright Series – Stonewall 50”

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Milano MovieWeek è Festival MIX Milano 2019 Awards http://127.0.0.1/milano-movieweek-festival-mix-milano-2019-awards/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=milano-movieweek-festival-mix-milano-2019-awards http://127.0.0.1/milano-movieweek-festival-mix-milano-2019-awards/#respond Thu, 12 Sep 2019 08:43:56 +0000 http://festivalmixmilano.com/?p=4737 L'articolo Milano MovieWeek è Festival MIX Milano 2019 Awards proviene da Festival MIX Milano di Cinema Gay Lesbico e Queer Culture.

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Proiezioni, conferenze, workshop, incontri, dibattiti, laboratori e anteprime. Tutto questo è Milano MovieWeek. Giunto alla sua seconda edizione, l’evento promuove cinema e audiovisivo includendo tutte le loro realtà dalla produzione alla distribuzione, dalla fruizione alla formazione e molto altro!

Si terrà tra venerdì 13 e venerdì 20 settembre con un palinsesto ricchissimo a cui il Festival MIX non poteva proprio mancare.

Festival MIX Milano 2019 Awards

Se ti sei pers* le proiezioni dei lungometraggi vincitori alla 33a edizione del Festival MIX Milano, o li hai visti ma li hai amati così tanto da volerli rivedere… Allora i Festival MIX Milano 2019 Awards fanno per te!

Due appuntamenti:

  • sabato 14 settembreore 21.30, ad Arcobaleno Film Center la proiezione di “Rafiki” di Wanuri Kahiu, vincitore del Premio della Giuria lungometraggi e Premio Cultweek;
  • lunedì 16 settembre, ore 21.00, al Cinema Mexico la proiezione di “Benjamin” di Simon Amstell, vincitore del Premio del Pubblico.

“Rafiki” di Wanuri Kahiu

Premio miglior lungometraggio e Premio Cultweek

“Benjamin” di Simon Amstell

Premio del Pubblico

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Il Premio Cielo Festival MIX e il ciclo Pride http://127.0.0.1/cielo-festival-mix-2019-e-ciclo-pride/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=cielo-festival-mix-2019-e-ciclo-pride http://127.0.0.1/cielo-festival-mix-2019-e-ciclo-pride/#respond Mon, 24 Jun 2019 13:42:50 +0000 http://festivalmixmilano.com/?p=4704 L'articolo Il Premio Cielo Festival MIX e il ciclo Pride proviene da Festival MIX Milano di Cinema Gay Lesbico e Queer Culture.

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È con molto piacere che possiamo finalmente annunciare il vincitore del premio CIELO FESTIVAL MIX assegnato ieri sera dal canale Cielo ad uno dei lungometraggi in concorso nella 33° Festival MIX Milano di Cinema GayLesbico e Queer Culture!

“Greta” di Armando Praça sarà acquisito dal canale ed andrà in onda su Cielo. Congratulazioni! Non vediamo l’ora di vederlo anche in TV!

Ed è proprio su Cielo (DTT 26, Sky 126, TivùSat 19) che da oggi lunedì 24 giugno partirà il ciclo Pride con film e documentari che raccontano le battaglie collettive e personali della comunità LGBTQ+.

Tutta la programmazione del ciclo Pride

La programmazione Pride ci accompagnerà per 3 serate – lunedì 24 giugno, lunedì 1 luglio e lunedì 8 luglio – a partire dalle ore 21.15.

Lunedì 24 giugno, darà il via al ciclo “Freak Show” di Trudie Styler, un lungometraggio che noi del Festival MIX Milano abbiamo avuto il piacere di avere come film di chiusura della 32^ edizione.

Il lungometraggio che aprirà l’ultima serata di lunedì 8 luglio sarà invece “Venus” di Eisha Marjara, il vincitore della 32^ edizione del Festival.

Qui di seguito la programmazione completa di CIELO PRIDE.

PROGRAMMA CICLO PRIDE

Lunedì 24 giugno

ore 21.15

  • “Freak Show” di Trudie Styler, 1^ TV assoluta
  • “Stonewall” di Roland Emmerich
  • “Love, Scott” di Laura Maria Wayne, 1^ TV assoluta
  • “Asex – liberi di non farlo” di Eleonora Soresini

PROGRAMMA CICLO PRIDE

Lunedì 1 luglio

ore 21.15

  • “120 battiti al minuto” di Robin Campillo, 1^ TV
  • “Shortbuts – dove tutto è permesso”di John Cameron Mitchell, 1^ TV assoluta
  • “Dressed As a Girl” di Rothbart
  • “Seedmoney – storia del porno gay” di M. Stabile

PROGRAMMA

Lunedì 8 luglio

ore 21.15

  • “Venus” di Eisha Marjara, 1^ TV assoluta
  • “XXY- uomini, donne o tutti e due?” di Lucia Puenzo, 1^ TV
  • “I Joneses: una famiglia
    transordinaria” di Moby Longinotto, 1^ TV assoluta
  • “Freeheld – amore, giustizia,
    uguaglianza” di Peter Sollet

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Tutti i film premiati al 33° Festival MIX Milano http://127.0.0.1/vincitori-33-festival-mix-milano-2019/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=vincitori-33-festival-mix-milano-2019 http://127.0.0.1/vincitori-33-festival-mix-milano-2019/#respond Sun, 23 Jun 2019 22:40:38 +0000 http://festivalmixmilano.com/?p=4682 L'articolo Tutti i film premiati al 33° Festival MIX Milano proviene da Festival MIX Milano di Cinema Gay Lesbico e Queer Culture.

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Lungometraggi, documentari, cortometraggi che siano… Li abbiamo guardati, li abbiamo amati e anche votati!

Ecco i vincitori delle categorie.

Premio del pubblico a “Benjamin” di Simon Amstell

Il pubblico ha potuto esprimere le proprie preferenze tramite l’applicazione FESTIVAL MIX MILANO.

Lungometraggi

 

Miglior Lungometraggio a “Rafiki” di Wanuri Kahiu

Michela Murgia sul palco del Teatro Strehler ha motivato la scelta con queste parole.

Per la capacità di rigenerare la riflessione sul tema dell’amore lesbico in un contesto geografico e culturale che lo carica di inedite sfumature politiche. La scelta del contesto post coloniale – espresso dal bilinguismo e dalla compresenza di religiosità tribale e cristiana – racconta molto efficacemente cosa significhi uscire dagli schemi dentro alla sovrapposizione tra più sistemi oppressivi. La pellicola trasmette l’energia dei colori e delle forme di un mondo giovane in mutamento, ma la delicatezza dei gesti delle due bravissime protagoniste ribadisce il cuore della ribellione dell’amore: prima che per il permesso di fare, si lotta per l’intenzione di essere, costrette tutti i giorni a scegliere tra sicurezza e libertà.

 

Menzione Speciale a “Greta” di Armando Praça

Il film d’apertura del 33°Festival MIX Milano conquista la giuria e si merita una menzione speciale.

Esordio formalmente originale, già maturo, capace di sviluppare in un contesto di solitudine e di affascinante durezza sociale ed emotiva, una speranza di relazioni umane e familiari alternative.
In questo caso, un rapporto non convenzionale, nel suo potenziale di emarginazione, diventa più capace, più creativo nel cercare la soluzione a bisogni che toccano ogni persona di questo pianeta.

 

Premio Cielo Festival MIX a “Greta” di Armando Praça

Il lungometraggio premiato con il Premio Cielo Festival MIX ottiene l’acquisizione e la trasmissione da parte del canale.

Un film profondamente e intensamente queer, che entra dentro la vita drammatica della comunità lgbt in un paese che oggi rischia di perdere diritti e dignità a causa di un presente dominato dall’affermazione di politiche di destra omofobiche, razziste e classiste.

Per la drammatica e autentica riflessione sull’identità di genere, sull’orientamento sessuale, sull’amore, sulla morte, sulla vecchiaia e la solitudine ai margini della società e per la magistrale interpretazione di Marco Nannini nel ruolo di Pedro, che ci mostra il dolore della solitudine e di un amore autentico quanto impossibile, Il premio “Cielo – Festival Mix – va al film “Greta”, di Armando Praca. Greta come Greta Garbo il nome con cui Pedro si fa chiamare durante il sesso, colei il cui motto era “I want to be alone”. E così come 50 anni fa, Judy Garland, nel giorno del suo funerale il 27 giugno 1969, dava la forza ad una comunità di ribellarsi e iniziare una rivolta, un’altra immensa diva come Greta Garbo dà a Pedro la forza di gridare il suo amore per sentirsi ancora vivo.

 

Premio Cultweek a “Rafiki” di Wanuri Kahiu

La giuria di Cultweek composta da Gabriele Porro, Marina Visentin e Andrea Meroni, ha scelto di premiare “Rafiki”.

Il premio della giuria di Cultweek per il concorso 2019 del Festival MIX Milano va a “Rafiki” della regista Wanuri Kahiu per la forza e la spontaneità con cui descrive l’amore tra le due giovani protagoniste Kena e Ziki: in qualche modo rappresenta l’insieme dei film che in questa rassegna hanno celebrato personaggi femminili belli e forti, donne appassionate e trasgressive, dal Kenya a Madrid, dalla Colombia alla Scozia anni ’50. E questo grazie a registe creative e di talento, e ad attrici che nei loro ruoli danno forza comunicativa a mondi femminili altri, esuberanti nella loro volontà di esprimersi sessualmente e di liberarsi di consuetudini e costrizioni antiche, di stereotipi femminili spesso chiusi in ambiti domestici limitanti e oppressivi. In particolare nel caso di “Rafiki”, passato a Cannes 2018, il successo internazionale e le scomuniche subite in patria dagli organismi ufficiali dimostrano la qualità di un film scomodo.

  

Documentari

 

Miglior documentario a “Cassandro, The Exotico!” di Marie Losier

La giuria conferisce questo premio con le seguenti motivazioni:

Nel ritratto estremamente intimo di un personaggio espressione capovolta di una radicata tradizione popolare, la regista riesce a interrogare il proprio mezzo cinematografico costruendo un racconto sfaccettato e complesso che dal particolare raggiunge l’universale.

 

Menzione speciale documentari a “Gay Chorus Deep South” di David Charles Rodriguez

Il film del programma USA Stonewall50 ottiene una menzione speciale dalla giuria

Per la capacità di rappresentare le conflittualità sui diritti dell’individuo negli Stati Uniti che si ritengono faro di libertà ma riflettono invece sentimenti reazionari diffusi in tutto il mondo.

 

Premio MIX LaF a “Cassandro, The Exotico!” di Marie Losier

Consegnato da Luca Bagni Amadei, programming coordinator laF- tv di Feltrinelli, il Premio MIX LaF trasmetterà il documentario vincitore sul suo canale. Ecco le motivazioni:

Marie Losier racconta con grande empatia Cassandro The Exotico!, un personaggio così sfumato e sopra le righe, ed instaura con lui un rapporto privilegiato, costruito sia attraverso la condivisione dei momenti più allegri che di quelli più drammatici, intessendo un discorso narrativo e cinematografico di alto livello.
Cassandro ironizza sulla sua esistenza disperata, sulla sua tremenda solitudine, sulla lotta quotidiana per superare la dipendenza da alcool e droghe, sui suoi drammi fisici che lo condannano di continuo all’infermità: non si è mai arreso: laeffe vuole premiare questo racconto così intimo, che riesce ad arrivare diretto allo spettatore, perché Cassandro fa della sua vita una vera e propria performance, un monito a lottare nonostante tutto e ad essere sempre sé stessi.

  

Cortometraggi

 

Miglior cortometraggio a “Projekt Baby” di Johannes Pico Geertsen

Parola ai giudici:

La nostra scelta ricade su un cortometraggio che abbiamo apprezzato per la varietà di temi trattati tra cui omogenitorialità, l’omofobia interiorizzata e la violenza omofobica. Abbiamo gradito inoltre la fotografia e la sceneggiatura che con ironia tocca argomenti importanti per la comunità LGBT+.

 

Menzione speciale a “Pepitas” di Alessandro Sampaoli

Abbiamo deciso di affidare una menzione speciale a “Pepitas” perché con brillante ironia tratta del rapporto generazionale tra nonna e nipote.

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MORE LOVE: Ambra Angiolini premia Natalia Aspesi http://127.0.0.1/more-love-20-giugno/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=more-love-20-giugno http://127.0.0.1/more-love-20-giugno/#respond Wed, 19 Jun 2019 21:20:44 +0000 http://festivalmixmilano.com/?p=4640 L'articolo MORE LOVE: Ambra Angiolini premia Natalia Aspesi proviene da Festival MIX Milano di Cinema Gay Lesbico e Queer Culture.

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Ormai è il terzo anno che viene conferito dall’Associazione Culturale MIX Milano il riconoscimento MORE LOVE, un simbolo per chi si batte tutti i giorni contro le differenze. Dopo Mika e Filippo Timi, quest’anno tocca a una delle firme più prestigiose del giornalismo italiano, Natalia Aspesi.

 

Tutti i dettagli del MORE LOVE

Andrea Ferrari, Debora Guma e Rafael Maniglia, direttori artistici del Festival MIX Milano, motivano così la scelta: la sua rubrica “Questioni di cuore”, ha dato voce agli amori, anche LGBTQ+ in tempi lontani dalle recenti conquiste, offrendo un luogo accogliente e scevro da pregiudizi per la comunità omosessuale ma anche uno spazio di formazione per la diversità per tutti i lettori e le lettrici.

Natalia Aspesi verrà premiata giovedì 20 giugno alle ore 20.00. al Teatro Strehler, alla cerimonia d’inaugurazione del 33° Festival MIX Milano di Cinema GayLesbico e Queer Culture, dando il via alla 4 giorni milanese che si concluderà domenica 23 giugno.

Non è tutto! Sarà Ambra Angiolini a consegnare il riconoscimento nelle mani della giornalista. Non si può proprio mancare.

Partenza Love Riot: Seveso Casino Palace & Annagaia Marchioro

Tra gli special guests della serata avremo tra noi il gruppo rivelazione di X-Factor. I Seveso Casino Palace ci travolgeranno con il loro rock portando tutta l’atmosfera Love Riot, claim dell’edizione per celebrare i 50 dalle rivolte di Stonewall.

Seguirà poi un intervento comico dell’attrice Annagaia Marchioro.

 

Apre il Festival MIX Milano “Greta” di Armando Praça

Al termine della premiazione, Armando Praça ci presenterà il suo primo film. Il lungometraggio “Greta” offre una nuova prospettiva sui personaggi di una commedia degli anni ’70 (Greta Garbo, Quem Diria Acabou no Irajá): l’anziano gay Pedro – interpretato da Marco Nanini, uno dei massimi esponenti del cinema brasiliano – e la sua amica trans Daniela non sono più delle semplici macchiette, ma personaggi con una complessa interiorità con cui lo spettatore è portato a empatizzare.

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ING Italia: minintervista MIX http://127.0.0.1/ing-italia-miniintervista-mix-2019/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=ing-italia-miniintervista-mix-2019 http://127.0.0.1/ing-italia-miniintervista-mix-2019/#respond Wed, 19 Jun 2019 16:51:57 +0000 http://festivalmixmilano.com/?p=4636 L'articolo ING Italia: minintervista MIX proviene da Festival MIX Milano di Cinema Gay Lesbico e Queer Culture.

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Andrea Ferrari, responsabile Marketing e co-direttore artistico del 33° Festival MIX Milano, ha intervistato Richard De Graaf, Head of HR e sponsor delle iniziative di D&I in ING Italia.

Scopriamo come mai ING Italia ha deciso di supportare il MIX per il terzo anno consecutivo.

È il terzo anno consecutivo che Ing Italia è il main sponsor del Festival Mix Milano… direi un rapporto duraturo! Quali le motivazioni?

In ING crediamo che la diversità e l’inclusione siano molto importanti e vadano preservate e protette. Il motivo è molto semplice: in un ambiente inclusivo e che rispetta le diversità le persone danno il meglio di sé e questo si traduce anche in migliori performance nel lavoro e in migliori risultati.

Anche quest’anno in ING Italia organizziamo infatti la Diversity & Inclusion Week che si terrà dal 17 al 21 giugno, durante la quale sono previsti incontri e workshop a tema per confrontarsi sui temi più rilevanti legati all’inclusione e ascoltare il punto di vista dei colleghi.

Per il primo anno inoltre questa settimana – che nasce come best practice in Italia – avrà contemporaneamente luogo in tutti i Paesi ING, con programmi e iniziative di vario genere e con l’obiettivo di dare ancora più importanza al tema proprio per il suo respiro internazionale.

Perchè Ing Italia continua ad investire sulla comunità LGBT italiana e in particolare a Milano, capitale Gay d’Italia?

Il tema LGBT è per noi uno dei filoni che associamo alla Diversity & Inclusion avendo una community interna abbastanza vivace e dinamica grazie alla quale siamo entrati in contatto anche con il Festival Mix Milano. La scelta della sponsorship rappresenta un segnale di attenzione in tale direzione e Milano, città particolarmente attiva su questo fronte, è anche la città in cui abbiamo la nostra sede principale.

Quali azioni mette in atto ING Italia per il 2019 all’interno della propria struttura organizzativa e al di fuori,  con i propri partner a sostegno della comunità LGBT? 

Da ormai più di quattro anni, quindi ancora prima della legge Cirinnà, abbiamo esteso la polizza sanitaria aziendale, prima pensata solo per coppie etero, anche alle coppie LGBT. Anche nel 2019 continueremo in questa direzione, certi che sia quella giusta.

Non vediamo l’ora di passare la quattro giorni milanese del 33° Festival MIX Milano da giovedì 20 a domenica 23 al Piccolo Teatro di Milano, Teatro Strehler e Teatro Studio Melato, assieme a ING Italia!

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“La Contessa” di Ciacci http://127.0.0.1/ciacci-la-contessa/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=ciacci-la-contessa http://127.0.0.1/ciacci-la-contessa/#respond Sat, 15 Jun 2019 18:38:57 +0000 http://festivalmixmilano.com/?p=4669 L'articolo “La Contessa” di Ciacci proviene da Festival MIX Milano di Cinema Gay Lesbico e Queer Culture.

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Giovanni Ciacci lo conosciamo per la sua personalità irriverente, ironica e controtendenza. Dalla TV con il popolare programma Detto Fatto! arriva in libreria con un suo volume. “La contessa”, edito da Salani, ci racconta della vita di Giò Stajano, primo gay dichiarato della storia del nostro paese e una delle prime transessuali note alla cronaca.

Chi è Giò Stajano?

Questo romanzo racconta, tra leggenda e realtà, tra aneddoti incredibili ma veri e particolari perfettamente verosimili ma inventati, la straordinaria vita della
Contessa. Amico della pittrice Novella Parigini, si dice che una foto che li immortala mentre fanno il bagno nella fontana di piazza di Spagna abbia ispirato Federico Fellini per la celebre scena della “Dolce vita”. Negli anni ’80 Giò si fa operare per cambiare sesso a Casablanca e, armata di parrucche e gioielli, continua a infuocare le notti di politici e personaggi dello spettacolo. Dopo decenni di clamore e colpi di scena, nei suoi ultimi anni Gioacchina ha ancora in serbo qualcosa che lascerà tutti a bocca aperta per l’ultima volta…
Scrittore censurato, attore, pittrice, star dei fotoromanzi piccanti, suora laica: la vita di Giò Stajano è costellata di scandali, è una vita unica che ha come  fondo la storia dei costumi e della sessualità degli italiani. La Contessa è un romanzo che fa riflettere su un percorso complicato, delicato e molto faticoso  atto sulla pelle di una persona che è nata ben due volte.

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